La TARI non ha una formula nazionale: ogni comune delibera le proprie tariffe. Per questo, invece di un calcolatore generico che darebbe risultati sbagliati, questa scheda spiega come si forma il tributo e dove verificare i dati del tuo comune.
La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. Per gli immobili in locazione la paga l’inquilino, se la detenzione supera i sei mesi nell’anno.
Il calcolo si compone di una quota fissa (commisurata ai metri quadrati e, per le utenze domestiche, al numero dei componenti del nucleo familiare) e di una quota variabile (legata alla quantità presunta di rifiuti prodotti). Per le utenze non domestiche le tariffe dipendono dalla categoria di attività (negozi, uffici, ristoranti, capannoni...). Si aggiunge il tributo provinciale (TEFA, di regola il 5%).
Le tariffe deliberate dal tuo comune si trovano sul sito istituzionale del comune (sezione “Amministrazione trasparente” o “Tributi”) e nella banca dati del Dipartimento delle Finanze: portale del federalismo fiscale — delibere. Il versamento avviene di norma con l’avviso di pagamento precompilato inviato dal comune (F24 con codice tributo 3944, o PagoPA), alle scadenze fissate dal regolamento comunale.
Riduzioni ed esenzioni più frequenti (da verificare nel regolamento comunale): unico occupante, abitazioni a disposizione per uso stagionale, compostaggio domestico, avvio al riciclo per le utenze non domestiche, ISEE bassi ove previsto. In caso di versamento tardivo è possibile il ravvedimento operoso (per i tributi locali sanzioni e interessi si sommano all’imposta barrando “Ravv.” nell’F24).
Per verifiche sulla correttezza degli avvisi, richieste di rimborso o contenzioso TARI, lo Studio è a disposizione.